Lettere, gli effetti della 270
13 dicembre 2007 | Di Paolo Bozzelli | Categoria: Facoltà, Lettere e Filosofia | Condividi su Facebook
Nonostante le richieste degli studenti il Ministro Mussi ha deciso di dare avvio alla riforma prevista dal Dm. 270, la famigerata riforma Moratti, dicendo che aveva tolto dal decreto le parti dannose dimenticando che è l’intero impianto ad essere sbagliato. Le considerazioni da fare sono due, una di metodo, ed una di merito.
Il Metodo.
Il metodo è politica, nel senso che quello che fai, non può prescindere dal come lo fai. Il Ministro ha deciso, nonostante il parere contrario della gran parte della comunità accademica, studenti in primis, di avviare la nuova riforma e a nulla sono servite le richieste di fermarsi e aprire una discussione sugli esiti della precedente riforma (il nuovo ordinamento - D.m. 509/99). Non c’è che dire: proprio un metodo democratico,da parte di un governo che si vanta di condividere le proprie scelte con le categorie a cui sono rivolti i provvedimenti legislativi e governativi.
Nel Merito.
Il contenuto della riforma è profondamente sbagliato. Elenco solo alcuni degli aspetti. Attualmente il Ministero stabilisce il 66% dei crediti presenti all’interno dell’offerta formativa dei corsi di laurea, il resto è deciso dalle singole Facoltà e corsi di studio. Già in questa situazione c’è una enorme differenziazione dei crediti tra corso della stessa classe in diversi atenei, ma questo nel sistema dell’autonomia se adeguatamente controllato può rappresentare una ricchezza. Con la riforma in arrivo il Ministero abbassa la soglia del 66% dei cfu uguali per tutti, e la porta al 50%, una cifra davvero eccessivamente bassa per garantire una giusta uniformità sul territorio nazionale.
Questa riforma colpirà, probabilmente a partire dall’anno prossimo, anche la facoltà di Lettere e Filosofia.
A causa della mancanza dei ” famosi ” requisiti minimi, si passerà dagli attuali otto corsi di laurea triennale e dagli otto corsi di specialistica a tre corsi triennali e tre di magistrale.
I tre corsi di laurea triennale che rimarranno aperti sono:
- Lettere con curriculum in Storia, Beni ambientali e culturali e SPAMS
- Lingue
- Filosofia con curriculum in Comunicazione
Per le specialistiche ancora si discute. I nostri rappresentanti udu al consiglio di corso e a quello di facoltà si stanno battendo per ottenere dei corsi di laurea magistrale che possano garantire agli studenti una vera specializzazione e formazione nel settore d’interesse.
Il numero di esami verrà diminuto (si passa ad un massimo di venti esami per la laurea triennale a dodici per la magistrale) e verranno modificati anche i cfu attribuiti al singolo esame (da 5 cfu si passa a 6 e 12 cfu). Inoltre a partire dal prossimo anno accademico il calendario didattico sarà strutturato in semestri.
Per far fronte a questa serie di cambiamenti, noi rappresentanti chiediamo a voi studenti di collaborare facendo proposte e partecipando alle nostre iniziative. Solo unendo le nostre forze possiamo costruire una facoltà che possa rispecchiare le nostre esigenze e che possa essere, come dice lo slogan del nostro ateneo “a misura di studente”.




