Se la scuola della Guardia di Finanza dell’Aquila può ospitare il G8, perchè non può ospitare l’Università?‏

28 aprile 2009 | Di serafini | Categoria: In evidenza | Condividi su Facebook

L’Udu ritiene che la ricostruzione della città dell’Aquila non possa prescindere dal rilancio della sua Università, che da sempre rappresenta l’istituzione più importante, il motore vivo del territorio, in termini di ricchezza sociale, culturale ed economica.
I progetti di ricostruzione messi in campo dalle Istituzioni devono essere basati su alcuni principi fondamentali: conoscenza del territorio, condivisione e democraticità delle scelte. In questo contesto, il modello di ricostruzione deve avere come perno centrale l’Università, con i suoi centri di ricerca e i suoi studenti.
Per questo deve esserci la volontà politica precisa di investire sull’Università, per farla ripartire all’Aquila già da settembre.

E’ evidente che sono necessarie risposte concrete dalle Istituzioni, per garantire a tutti gli studenti borse di studio, esonero dalle tasse universitarie, trasporti gratuiti all’interno dell’Abruzzo e con le regioni limitrofe, risposte efficaci e condivise sulla residenzialità studentesca.
L’UdU, in merito, ha già proposto la creazione di un villaggio di case di legno nei pressi del polo universitario di Coppito.

Per la scarsità di spazi imposta dall’evento sismico che ha sconvolto la città dell’Aquila, molte facoltà dell’ateneo aquilano stanno scegliendo in questi giorni di delocalizzare i propri corsi di laurea in varie sedi della Regione Abruzzo.

L’UdU crede che sia indispensabile trovare delle soluzioni che permettano al nostro Ateneo di ripartire a L’Aquila.

La notizia di questi ultimi giorni, secondo la quale il Presidente del Consiglio ha confermato che il prossimo G8 si terrà presso la struttura della nuova scuola della Guardia di Finanza a Coppito, dimostra che ci sarebbero strutture pubbliche tali da ospitare al meglio l’ateneo aquilano. Infatti, tale sede sarebbe in grado, a detta del Governo, di ospitare migliaia di persone in occasione dei lavori del G8.

Il Sindacato Studentesco si chiede:
Se a L’Aquila c’è una struttura in grado di ospitare un evento delle dimensioni del G8, perchè non vi si può ospitare l’Ateneo?

L’UdU, quindi, chiede al Governo e alle Istituzioni tutte una risposta a questa domanda, perchè è assolutamente urgente mettere in campo soluzioni che permettano all’Università e ai suoi studenti di riprendere la propria attività a L’Aquila.

6 commenti
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  1. Questa proposta mi trova completamente d’accordo!Quella notte del 6 aprile ha spezzato tante cose e anche il percorso universitario di tanti che avevano scelto L’Aquila per la propria formazione culturale!Come purtroppo sappiamo tanti,troppi studenti come noi non potranno ricominciare ma penso che la maggiorparte di quelli che possono farlo (anche per rispetto delle scelte di chi non c’é piu’) voglia avere la possibilita’ di ricominciare la’ dove tutto si é interrotto!Dalle dichiarazioni iniziali pareva che questo fosse il fine di tutti, ma non so’ se sia ancora cosi’…le varie facolta’ sembrano smembrarsi giorno dopo giorno…”spedite” a destra e a manca!Mi auguro ,sinceramente ,che siano queste solo soluzioni temporanee all’evento che ha trovato tutti ,ovviamente,impreparati!Lasciare che l’universita’ esca dal contesto aquilano significherebbe rinunciare alla ricostruzione della citta’!La scuola della Guardia di Finanza?perche’ no?Ha accolto tutti: il capo dello stato,il capo della chiesa e a breve aprira’ le sue porte al “mondo”…..non sembra affatto fuori luogo pensare che DEBBA e POSSA accogliere il cuore culturale nonche’ motore economico principale di quella che é stata L’Aquila fino al 6 aprile…affinche’ possa tornare ad essere.
    ..FORZA RAGAZZI!Insieme sara’ piu’ facile rialzarsi!

  2. Sono, un informatico. So che stanno per esiliarci a Carsoli.
    Vorrei tanto poter contare le teste dei pochi che potranno andarci.
    Una citta meglio collegata no è….

  3. @ Marco
    Ciao Marco, come puoi leggere dal sito di Informatica, la meta ufficiale è Corropoli. A quanto pare, però, questo non è stato deliberato dal Senato Accademico e, con ogni probabilità, le lezioni ripartiranno più tardi.

  4. Mi secca tantissimo che l’Università si stia arrangiando da sola.
    Dove solo le autorità? Dove è il Ministero dell’Istruzione?
    Gli studenti hanno perso i propri beni e addirittura amici nel terremoto, alla pari dei residenti aquilani, ma non è stato fatto nulla per noi e a quanto pare non c’è nemmeno l’intenzione di fare qualcosa nel futuro.
    Oltre agli edifici per la didattica, abbiamo bisogno di edifici per il soggiorno (anche provvisorio). Non ci sono solo i pendolari, che in 2 ore di auto sono all’Aquila, ma ci sono anche gli studenti che dovrebbero farsi 7-8 ore di treno/autobus per dare esami, lauree o espletare pratiche burocratiche. Queste persone hanno bisogno di dormire da qualche parte almeno una notte. Già i viaggi sono abbastanza costosi, ci mettiamo pure l’albergo?!

    E invece di aiutarci, invece di pensare a soluzioni anche per l’Università, sequestrano la scuola della guadia di finanza che poteva servirci e vi organizzano il G8, il che farà probabilmente slittare o anticipare alcune lauree di luglio, complicandoci ancora di più la vita (è bastato il Papa per far slittare delle lauree, figuriamoci i presidenti del G8!).
    Mi sembra naturale che il Senato Accademico tenda a smembrare le facoltà e a rimandare i punti di discussione, dato che deve basarsi esclusivamente sui propri mezzi e su eventuali aiuti offerti dai comuni vicini (come nel caso di Capestrano e Lettere). Come si può pretendere che un’Università che ha perso i 2/3 degli edifici, con 27000 studenti (di cui 13000 fuori sede) da gestire, riesca a rialzarsi da sola con le proprie forze?!

    Perché non facciamo sentire la nostra voce alle istituzioni?
    Un mio amico, scherzando, ha buttato l’idea di una tendopoli di studenti allestita davanti al Ministero dell’Istruzione. E’ ovviamente un’esagerazione (o forse no?), ma secondo me qualcosa andrebbe organizzato, le adesioni sarebbero tante e magari qualcosa si smuove.

  5. Sono pienamente d’accordo.
    L’università deve ripartire e deve farlo ora. Deve ripartire a L’Aquila! E a L’Aquila sin da adesso.
    se per queste poche settimane che mancano alla chiusura dell’anno accademico ci “sistemano” PROVVISORIAMENTE ad Avezzano, Carsoli, Celano, ecc. senza mezzi sufficienti né riduzioni né convenzioni né residenze per i più distanti, come faranno per ottobre? chi ci dice che non sarà peggio?
    Non ci accontentiamo. Pretendiamo sin da ora di ricominciare a L’Aquila in maniera dignitosa e soprattutto in sicurezza!!!

  6. Mozione Senato Accademico 6 maggio 2009

    Programmazione attività didattica, conclusione delle lezioni dell’anno accademico 2008/09 - periodo maggio/giugno 2009
    Il Senato Accademico si impegna a garantire a tutti gli studenti dell’Ateneo uniformità di trattamento. Questo deve essere il principio ispiratore della programmazione messa in atto per la conclusione delle attività didattiche del secondo semestre.

    In particolare il Senato Accademico stabilisce per i corsi di laurea delle varie Facoltà, quattro linee di azione possibili:
    1- il Corso di laurea, qualora delocalizzato in altra sede, deve garantire, tramite opportune convenzioni quadro con gli enti locali, vitto e alloggio gratuiti in un unico progetto didattico modello campus;
    2- il corso di laurea, se non in grado di garantire il rispetto del punto 1, replica il medesimo insegnamento in tre canali localizzati nelle zone di: L’Aquila, Marsica, Zona Costiera;
    3- il corso di laurea continua l’attività didattica esclusivamente nelle strutture sicure, anche temporanee, dell’Aquila;
    4- il corso dichiara la fine dell’attività didattica frontale, con l’obbligo tassativo di rendere disponibile il materiale didattico on-line.

    Programmazione attività didattica per l’Anno Accademico 2009/2010
    Il Senato Accademico si impegna per l’Anno Accademico 2009/2010 a localizzare l’attività didattica di tutti i corsi di laurea esclusivamente a l’Aquila.
    Gli organi Accademici si impegnano da subito ad effettuare una ricognizione puntuale delle effettive necessità per la ripresa dell’attività didattica dell’A.A. 2009/10.
    A partire da questa analisi, si dovranno richiedere al Governo, alla Protezione Civile e a tutti gli attori istituzionali soluzioni che consentano l’effettivo espletamento delle attività formative.
    Inoltre, nella fase di programmazione dell’offerta formativa per il prossimo anno accademico, il Senato Accademico stabilirà con la Regione Abruzzo e la Protezione Civile i servizi, quali trasporti, alloggi e borse, necessari a garantire agli studenti una piena fruizione delle attività didattiche.
    L’Aquila, lì 6.5.2009

    p. Unione degli Universitari
    Luca Santilli
    Mauro Pettinaro

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