Senato, l’Udu presenta una mozione all’ordine del giorno

6 maggio 2009 | Di Paolo Bozzelli | Categoria: Comunicati, Senato | Condividi su Facebook

Gli studenti universitari contestano le scelte assunte dal Senato Accademico relative alla delocalizzazione delle sedi dei vari corsi di studio.
Le scelte compiute infatti prefigurano una vera e propria diaspora nelle varie cittadine abruzzesi.
Agli studenti del nostro ateneo va garantito il diritto all’uniformità di trattamento nell’erogazione della didattica, come sancito dalla Carta dei Diritti.
Mettere a disposizione degli studenti materiale didattico on-line (dispense, lezioni in streming o varie forme di e-learning) ed un buon numero di libri di testo (rimasti per molti sotto le macerie) permetterebbe agli studenti di poter sostenere le sessioni permanenti d’esame.
Inoltre chiediamo la sospensione di tutte le propedeuticità.
Riprendere le lezioni a questo punto dell’Anno Accademico, dopo quanto accaduto non è una priorità; le frequenze sono state ritenute acquisite e lo svolgere lezioni in sedi distanti da L’Aquila, senza replicarvi le lezioni, creerebbe solo disagi e discriminazioni tra gli studenti, in special modo per coloro che vivono nelle tendopoli.
Le scelte di delocalizzazione appaiono ancor meno giustificate dalla mancata incisività dell’Ateneo nel richiedere ai vari attori istituzionali, strutture adeguate ad ospitare l’attività accademica nel territorio cittadino.
Gli studenti ritengono che per far rinascere la nostra città, perchè la consideriamo nostra, sia necessario ripartire dalla nostra Università.
L’Udu ritiene che ci siano i presupposti per ripartire dall’Aquila. Alcuni stabili che ospitavano facoltà risultano agibili, parzialmente agibili o agibili con interventi immediati (Economia, Polo Didattico, ex-Onpi, Delta6), tali strutture con pochi lavori potrebbero ospitare da subito lezioni ed esami. Inoltre con l’installazione di diverse tensostrutture nei pressi del Polo di Coppito, oltre alle tende già presenti, sarebbe possibile tamponare l’emergenza senza per questo dare luogo ad una vera e propria diaspora.
Gli studenti sono convinti che a L’Aquila ci siano le strutture adatte ad ospitare l’Ateneo. In particolare ci si riferisce alla Reiss Romoli, che potrebbe essere sede di un polo dell’ICT ospitando i corsi di laurea di quell’area scientifica (i corsi di Informatica e quelli della classe di Ingegneria dell’Informazione).
L’Udu ha chiesto nei giorni scorsi ai vari attori istituzionali di destinare i locali della Scuola della Guardia di Finanza all’Università, visto che questi locali sono in grado di ospitare il G8. Anche le caserme, attualmente sotto utilizzate, ed altri stabili all’interno del territorio cittadino possono essere destinate come sedi univeristarie. Per questo chiediamo al Senato Accademico di richiedere formalmente ai vari attori istituzionali, (Comune, Regione, Governo e Protezione Civile) di coordinare una risposta in tal senso.
Ribadiamo di nuovo la necessità di prevedere delle misure in favore degli studenti.
Il terremoto ha colpito la città dell’Aquila e la sua Università, che ne allarga la misura dei “cittadini”. Vanno per questo riconosciuti tra gli sfollati tutti gli studenti dell’Università dell’Aquila e il decreto del Governo va modificato in tal senso.
Chiediamo trasporti gratuiti da e per L’Aquila per questo e per il prossimo anno accademico. Borse di studio per tutti gli studenti e l’esonero dalle tasse universitarie.
La costruzione di un villaggio con migliaia di case di legno o diverse, ma idonee, soluzioni, localizzati nei pressi del Polo di Coppito, risolverebbe in breve tempo il problema abitativo degli studenti, fornendo alloggi economici, sicuri e di veloce costruzione.

Ecco il testo della mozione:

Programmazione attività didattica, conclusione delle lezioni dell’anno accademico 2008/09 - periodo maggio/giugno 2009

Il Senato Accademico si impegna a garantire a tutti gli studenti dell’Ateneo uniformità di trattamento. Questo deve essere il principio ispiratore della programmazione messa in atto per la conclusione delle attività didattiche del secondo semestre.

In particolare il Senato Accademico stabilisce per i corsi di laurea delle varie Facoltà, quattro linee di azione possibili:

  1. il Corso di laurea, qualora delocalizzato in altra sede, deve garantire, tramite opportune convenzioni quadro con gli enti locali, vitto e alloggio gratuiti in un unico progetto didattico modello campus;
  2. il corso di laurea, se non in grado di garantire il rispetto del punto 1, replica il medesimo insegnamento in tre canali localizzati nelle zone di: L’Aquila, Marsica, Zona Costiera;
  3. il corso di laurea continua l’attività didattica esclusivamente nelle strutture sicure, anche temporanee, dell’Aquila;
  4. il corso dichiara la fine dell’attività didattica frontale, con l’obbligo tassativo di rendere disponibile il materiale didattico on-line.

Programmazione attività didattica per l’Anno Accademico 2009/2010

Il Senato Accademico si impegna per l’Anno Accademico 2009/2010 a localizzare l’attività didattica di tutti i corsi di laurea esclusivamente a l’Aquila.

Gli organi Accademici si impegnano da subito ad effettuare una ricognizione puntuale delle effettive necessità per la ripresa dell’attività didattica dell’A.A. 2009/10.

A partire da questa analisi, si dovranno richiedere al Governo, alla Protezione Civile e a tutti gli attori istituzionali soluzioni che consentano l’effettivo espletamento delle attività formative.

Inoltre, nella fase di programmazione dell’offerta formativa per il prossimo anno accademico, il Senato Accademico stabilirà con la Regione Abruzzo e la Protezione Civile i servizi, quali trasporti, alloggi e borse, necessari a garantire agli studenti una piena fruizione delle attività didattiche.

6 commenti
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  1. ottimo! sono d’accordo con voi, e spero che questa mozione venga seriamente presa in considerazione perchè non si può delocalizzare un corso di laurea nelle zone della marsica come sulmona ed avezzano, che dalla costa sono un po’ più difficili da raggiungere e non penso che siano in grado di accogliere un buon numero di fuori sede

  2. dobbiamo fare più rumore, ma rumore quello giusto, non chiasso di sottofondo, al quale dopo un po’ ci si abitua e si riesce ad ignorare!
    scriviamo ai giornali tutti, attiriamo l’attenzione della stampa e delle reti televisive.
    scriviamo lettere a tutte le autorità, a livello locale, regionale, nazionale e perchè no europeo.
    cerchiamo di sensibilizzare l’opinione pubblica ai nostri problemi.
    che il mondo intero sappia quali sono le reali condizioni attuali degli studenti dell’università degli studi dell’aquila, i quali non in gran parte non hanno sedi decenti o raggiungibili per riprendere le lezioni, non hanno mezzi di trasposto sufficienti e realmente utili, non hanno diritto a convenzioni nè sui trasporti né su altro, convenzioni che per ora sono riservate ai soli residenti aquilani.
    e noi? noi studenti fuori sede? noi studenti che eravemo nella casa dello studente? noi studenti che abitavamo a l’aquila da anni? noi studenti pendolari ogni giorno? noi studenti che tra le macerie abbiamo perso amici, colleghi, affetti, oggetti personali, ricordi di questi magnificiperiodi universitari, libri di testo, appunti, frutto del lavoro di interi semestri, materiale di ricerca, sogni, progetti, la quotidianità tanto necessaria per andare avanti…. noi non siamo terremotati???
    non esistono terremoti di serie a e serie b, come ha detto la presidente Pezzopane oggi a L’Aquila nella seduta solenne del consiglio regionale , ed io mi associo ed aggungo che non esistono terreotati di serie a e serie b, nemmeno tra gli studenti!
    Quello all’istruzione non era un diritto da qualche parte,??’
    su qualche carta vecchia e ormai in disuso, di sinistra, non più fondamentale per lo stato italiano, e che ormai si può modificare ad personam…. ci dovrebbe ancora essere scritto qualcosa a riguardo…..
    ma forse non tutti i politici e le autorità sanno ancora leggere….. che voi sapete si usa ancora?

  3. Vorrei sapere se, dal consiglio di facoltà di Lettere e Filosofia tenutosi il 06-05-09, sono emerse nove idee su dove istituire la sede provvivoria della facoltà. Potete fornirmi a tal proposito delucidazioni?
    Un abbraccio a tutti gli studenti.

  4. Non trovo giusta la decisione di mettere la sede di informatica a corropoli sede che dista 4 km da uno sputo di paese e 4 km da albaadriatica mal collegata e buttata in mezzo ai campi doversi adeguare al primo posto ma trovo vergognosa la mancanza di organizzazione e il continuo approfittarsi degli studenti non esistono alloggi gratuiti promessi sul sito da avezzan coi treni ci ho messo 5 6 ore per arrivare li sarò costretto a prendere casa e pagare 150 euro piu cibo insomma all’aquila pagavo di meno e nn stavo certo in casa con sette persone e in doppia fate qualkosa please.

  5. Facciamo qualcosa! ognuno di noi può in prima persona rendersi utile, e se ognuno di noi la pensasse così non avremmo più alcun problema. Ma avete idea di quanti sono 27000 persone? 27000 studenti??? se invece di pensare ognuno alla propria bisaccia allargassimo gli orizzonti per quardare un po’ più oltre il nostro naso, ci accorgeremmo di quali sono i reali ostacoli, di chi ci crea in questo momento più problemi di quanto il terremoto non abbia già fatto, e a quel punto potremmo lottare, uniti, nella maniera giusta, nel pieno rispetto dellà legalità e dei nostri diritti.
    SONO SETTIMANE CHE SCRIVO SU GRUPPI E SITI DI OGNI GENERE, OVUNQUE DOVE LEGGO LAMENTELE. IO LE CONDIVIDO E VI ESORTO A FARE QUALCOSA.
    PERCHè NESSUNO MI RISPONDE MAI?????
    Ragazzi non c’è sempre qualcuno ad imboccarci, non basta frignare ed avere tutto servito, bisogna quadagnarsi tutto da soli. Bisogna sapersi vedere i propri interessi.
    Ma possibile che si parla si parla e poi non si concretizza mai.
    neanche un tentativo???
    Nn sono sempre gli altri che devono agire, non c’è sempre qualcun altro a risolvere i nostri problemi, non c’è sempre chi se ne occupa per noi.
    non è solo compito delle associazioni, dell’udu, dei politici, del governo, dei genitori o di chi diamine volete voi, è dovere nostro vigilare sulle cose che ci riguardano da vicino!!!
    Sono stufa di sentir parlare di noi come la generazione che non cresce mai, che sta sempre a casa, che vive a spese degli altri, che non sa niente di attualità, ci danno dei bambocci quotidianamente. ma forse hanno ragione se non sappiamo per una dico una volta essere uniti per risolvere un nostro problema.
    uniamoci. Superiamo le differenze di età. facoltà, corso di laurea, colore politico, pensiero religioso e non so cos’altro, e lottiamo insieme per l’obbiettivo comune.
    Forza! ci vogliono proposte, ci vuole grinta! bisogna crederci!!!
    Nel mio piccolo non mi stancherò mai di cercare consensi, e se anche uno solo di voi inizierà a crederci io avrò vinto la mia piccola quotidiana battaglia. fate lo stesso…
    Ragazzi a volte poche persone unite hanno cambiato il corso della storia e volete che 27000 studenti non riescano a far ripartire la propria università?????
    L’Aquila ha bisogno della sua università, cioè di noi, e noi abbiamo bisogno di riavere indietro la possibilità di vontinuare a lottare per i nostri sogni!!!
    Uniamoci tutti, studenti, cittadini terremotati e non, associazioni culturali, associazioni parenti delle vittime, associazioni studentesche, autorità politiche interessate e tutti coloro che L’Aquila l’hanno amata anche solo per un istante e la rivogliono più bella di prima…..
    Vogliamo tutti la stessa cosa….prendiamocela!!!
    Confido in voi.

  6. anche io sono pronta a fare qualcosa..il problema è trovare il modo giusto! ci stanno ignorando nella maniera più assoluta, anche durante le assemblee, la situazione è sempre più scoraggiante. io sono del tuo stesso avviso valentina…bisogna fare più rumore!! è ingiusto che si parli e straparli di noi studenti, di noi come fondamento basilare dell’università e poi di fatto non fare nulla se non campagne politiche di ogni genere. L’istruzione universitaria è un nostro diritto e cercare di far sentire la nostra voce penso sia doveroso. Ignorarci come stanno facendo in merito alle sedi, lo trovo un’offesa nei confronti di tutti gli studenti che non hanno avuto la nostra stessa fortuna di stare qui a parlarne.

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