Diritto allo studio, servono risorse vere e aggiuntive della Regione per servizi e borse

6 ottobre 2009 | Di Paolo Bozzelli | Categoria: Comunicati | Condividi su Facebook

Il polo di Scienze MM. FF. NN, a CoppitoL’Unione degli Universitari dell’Aquila saluta con favore il fatto che la CGIL dell’Aquila, a ormai sei mesi dal sisma, si accorga dell’assenza della Regione Abruzzo sul tema del diritto allo studio e che gli studenti universitari siano oggetto di una costante indifferenza da parte dell’ente regionale.

Il documento sul diritto allo studio pubblicato in data odierna dalla CGIL provinciale dell’Aquila contiene, tra le altre cose, “en passant”, come se nulla fosse, la proposta di abolizione della tassa regionale per il diritto allo studio.

La CGIL dell’Aquila dovrebbe sapere che la tassa regionale abruzzese di 77,47 € (e non 92,09 €, cifra che include il bollo) è stata negli anni l’unico fondo che ha prodotto costantemente maggiori risorse per le borse di studio, grazie all’aumento del numero degli universitari contribuenti, e che la stessa tassa è tra le più basse in Italia proprio perchè gli studenti hanno preteso aumenti dei fondi altrui (Regione, Stato), ancora totalmente inadeguati, evitando di aumentare la tassa a carico del singolo studente.

Chiedere di abolire la tassa regionale alla Regione è una richiesta superficiale: alla Regione Abruzzo eliminare la tassa regionale non “costerebbe” nulla. I fondi ricavati dalla tassa sono di fatto una partita di giro per la Regione Abruzzo, sono fondi vincolati e l’introito derivante dagli iscritti dell’Aquila “gira” direttamente sulle coperture delle borse di studio degli studenti dell’Aquila; i fondi stanziati dalla Regione, invece, sono senza vincolo di destinazione e dunque utilizzabili dalle ADSU per servizi e per coprire la rimanenza delle borse di studio.

La CGIL dovrebbe sapere che, dopo 3 anni di copertura al 100% delle borse di studio, il taglio secco di 2.400.000 euro sul fondo regionale per le ADSU nell’anno 2008/09, taglio contro cui solo studenti e l’Adsu hanno fatto sentire la propria voce, ha fatto sì che per le borse di studio rimanessero solo la quota del fondo integrativo dello Stato e la quota derivante dalla tassa regionale.

Gli studenti sanno essere solidali tra di loro, e negli anni in cui non pagheranno le tasse universitarie, la priorità non è di “non pagare” la tassa regionale, bensì di avere ancora il 100% di copertura per i borsisti e servizi adeguati (alloggi, mense e sale lettura) per tutti.

Fa specie che proprio la Cgil non sappia riconoscere il valore perequativo e solidale della compartecipazione dei cittadini, secondo le proprie possibilità, alla copertura dei costi di un diritto sociale. A forza di definanziare il sistema di protezione sociale, rimarrà solo il mercato e la sua legge del più forte.

Come ben espresso dalla Cgil nella nota, la copertura delle borse di studio è ferma al 50%, ma allo stesso tempo la CGIL propone l’abolizione della tassa regionale, cosa che, salvo ingentissimi investimenti della Regione, porterà questa percentuale inevitabilmente a scendere e i servizi a non essere adeguati alla situazione in corso.

Poichè la Cgil sa che la graduatoria 2008/09 è ferma al 50% di copertura, proprio a causa del taglio della Regione dei propri fondi, ci chiediamo se la Cgil sia a conoscenza della disponibilità di ingenti somme da parte della Regione Abruzzo tali da avere contemporaneamente, in una fase come questa, le risorse per i servizi dell’emergenza (alloggi, mense, sale studio, fino ad oggi ignorate dalla Regione), le risorse per la copertura totale della graduatoria del 2008/09 e del 2009/2010, e le risorse per “sostituire” la tassa regionale.

Se così non fosse l’abolizione della tassa regionale sarebbe un duro colpo solo per gli studenti, la Regione potrebbe persino accogliere tale proposta e presentarla come un “segno di attenzione per gli studenti”, magari coprendola con i fondi altrimenti destinati ai servizi o non coprendola affatto.

Se la Regione ha fondi a disposizione, li investa per la copertura delle borse e per i servizi, non per coprire altre mancanze di finanziamenti.

L’UDU chiede alla CGIL dell’Aquila di assumersi la piena responsabilità di una proposta sul DSU, non fermandosi ad una proposta-spot così fortemente superficiale, ma aprendo una vertenza insieme agli interessati, ovvero gli studenti, che abbia come obiettivo i servizi e la copertura delle borse. Poi, come spesso accade nelle vertenze, discuteremo con la controparte fantasma, ovvero la Regione, per ragionare sulle modalità di copertura e di finanziamento dei servizi e delle borse.

L’UDU chiede alla Regione di non “coprirsi” con una proposta che nulla serve ai bisogni degli studenti. Gli studenti vogliono i servizi adeguati, mense, alloggi e trasporti gratuiti per tutti gli universitari iscritti all’Aquila, e vogliono la copertura totale delle borse di studio al 100% per gli studenti idonei. Per questo obiettivo gli studenti faranno come sempre la propria parte, con la propria quota di fondo derivante dalla tassa regionale, la Regione e il Governo però facciano il loro imprescindibile ed inderogabile dovere, ad oggi evaso.

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