Udu L'Aquila a Roma, con CGIL-FIOM e CGIL-FP

Pubblicato il 13 febbraio 2009 | Autore: | Categoria: Eventi, Primo Piano

Oggi l’Udu L’Aquila, insieme all’Unione degli Universitari di tutt’Italia, ha aderito allo sciopero proclamato dalla FP Cgil e dalla Fiom Cgil e sta partecipando, insieme ai lavoratori aquilani, alla grandissima manifestazione nazionale a Roma.
L’Udu dell’Aquila è stata protagonista della grandissima stagione di movimento e di lotta contro gli interventi del Governo in materia di Università. Una stagione che ha visto sfilare, ripetutamente, per le vie dell’Aquila migliaia e migliaia di studenti universitari, come non si era mai visto in città (ricordiamo le manifestazioni del 23 ottobre e del 30 ottobre, ndr).
Anche per questo motivo alla manifestazione nazionale indetta dalle due categorie della CGIL, è stato chiesto all’Udu dell’Aquila di rappresentare le ragioni e le istanze del movimento universitario che ha attraversato l’Italia.
E così oggi dal palco di S.Giovanni a Roma, ha appena terminato il suo intervento Alessia Ettorre, studentessa dell’Ateneo aquilano, esponente di primo piano dell’Udu dell’Aquila e Presidente del Consiglio Studentesco dell’Università dell’Aquila.
Uno straordinario e importantissimo riconoscimento per i movimenti di lotta dell’Aquila.

L’INTERVENTO DI ALESSIA ETTORRE*

Compagne e compagni,
noi studenti in questi mesi siamo scesi in piazza in tutta Italia per difendere il sistema di formazione pubblico, a tutela di un modello democratico e di eguaglianza della società.
Abbiamo invaso le piazze e le strade di centinaia di città, abbiamo occupato scuole e università, abbiamo respinto il tentativo di criminalizzazione, non ci siamo fermati davanti alle minacce di militarizzazione, non siamo arretrati di fronte ai segnali di repressione del dissenso.
Lo stesso segnale autoritario e repressivo che in questi giorni  il Governo ha schierato contro gli operai a Pomigliano e a Milano.
Siamo scesi in piazza non per noia, non per gioco.
Siamo scesi in piazza e torneremo a farlo perchè è stato messo in discussione un modello, che noi invece vogliamo difendere e rilanciare.
E’ il modello disegnato dalla nostra Costituzione Repubblicana, (quella filosovietica per intenderci),  fondato sul libero accesso al sapere e sul  diritto allo studio garantito a tutti, senza limitazioni e barriere.
Questo Governo eversivo e reazionario ha dimostrato che vuole stravolgere la Costituzione, la vuole stravolgere negli assetti “istituzionali” e nel modello di società cui vuole far tendere lo Stato.
Ce lo dimostra ogni giorno, in tutti i suoi provvedimenti approvati e in discussione. Lo ha persino dichiarato e annunciato in queste ultime settimane.
Dalla legge 133 fino ai successivi provvedimenti, emerge l’idea che il Governo ha dell’Università e delle Scuole: percorsi d’eccellenza per pochi che possono permetterseli, altri scadenti per la massa.
Questo disegno ha due passaggi fondamentali: un taglio drastico delle risorse, combinato con la possibilità degli Atenei di trasformarsi in fondazioni di diritto privato.
Stesso disegno e stesso percorso per le Scuole.
Questi provvedimenti porteranno al collasso del sistema pubblico, nel’Università ad esempio provocherà un vertiginoso aumento delle tasse universitarie, il dilagare del numero chiuso, fino alla definitiva privatizzazione del sistema universitario italiano.
A tutto ciò si aggiunge la volontà del governo, ahinoi largamente condivisa in Parlamento, di abolire il valore legale del titolo di studio.
L’abolizione del valore legale frantumerebbe il Paese, priverebbe gli studenti di ogni tutela e riconoscimento delle conoscenze acquisite, consegnerebbe l’Università ad un modello mercantile che mostra invece tutto il suo marciume.
Noi non lo possiamo accettare.
L’Udu e gli studenti si battono da anni per Scuole ed Università Pubbliche di qualità, di massa, libere e accessibili a tutti, senza limiti sociali e barriere di reddito.
Oggi sono ancora migliaia gli studenti che non possono proseguire gli studi per le proprie condizioni sociali, e migliaia quelli che devono lavorare, spesso in nero, per pagarseli.
Per questo abbiamo bisogno di politiche di cittadinanza studentesca, di investimenti per il diritto allo studio: copertura delle borse, nuove case dello studente, controllo del mercato degli affitti.
L’UdU e gli studenti si oppongono duramente al preciso intento del governo di sostituire il sistema delle borse di studio con la diffusione dei prestiti d’onore.
L’istruzione, il diritto allo studio, non possono essere nuovi mercati per le banche in crisi, né gli studenti le nuove vittime dell’indebitamento.
Il Sindacato degli Studenti non può accettare in silenzio che il Governo sostenga con soldi pubblici il sistema creditizio italiano, negando al tempo stesso le risorse alla formazione pubblica e alla ricerca.
Lo abbiamo detto e lo ripetiamo.
Non pagheremo la loro crisi, compromettendo il futuro nostro e del nostro Paese.
La crisi sta aggravando in maniera pesantissima la nostra già precaria condizione all’interno del mondo del lavoro.
Siamo infatti la generazione che, per prima, vede alternarsi alla precarietà la disoccupazione.
Siamo la generazione che ha davanti a sè incertezza e instabilità tali da rendere impossibile pensare, figuriamoci costruire, il proprio futuro.
Per questo siamo qui oggi.
La lotta degli studenti per la scuola e l’università pubblica è nello stesso solco della lotta dei lavoratori a tutela delle funzioni pubbliche, oggi continuamente e costantemente aggredite da questo governo.
La lotta degli studenti per il mantenimento del valore legale del titolo di studio va di pari passo con la lotta dei lavoratori per la tutela del contratto nazionale di lavoro, che rappresenta, come per noi, la garanzia di uguaglianza e di diritti per tutti.  
La lotta per il diritto allo studio e il libero accesso al sapere garantito a tutti, rappresenta una  vertenza continua per gli studenti, così come i lavoratori lottano quotidianamente per salari adeguati.
Per questo la lotta degli studenti e la lotta dei lavoratori rientrano nello stesso contesto generale.
E’ la stessa lotta! Per questo va generalizzata!
Lavoratori, studenti, ricostruiamo un percorso di lotte e apriamo insieme una nuova stagione di conflitto che metta al centro il sistema pubblico, la giustizia sociale, i diritti. Di tutti.

* Senatore al Senato Accademico dell’Università dell’Aquila e Presidente del Consiglio Studentesco.

LE IMMAGINI DAL CORTEO DI ROMA

Corteo CGIL 13 febbraio 1

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