Documento presentato al Prefetto e all'Assessore Gatti sul Diritto allo Studio

Pubblicato il 17 settembre 2009 | Autore: | Categoria: Borse di studio, Diritto allo Studio & Cittadinanza

Dopo innumerevoli anni di sottofinanziamento, finalmente, per tre anni consecutivi (dall’a.a. 2005/2006 all’a.a. 2007/2008), all’Aquila c’è stata la copertura totale delle borse di studio.
Pur in assenza del tragico terremoto del 6 aprile, questo dato non sarebbe stato confermato, a causa del taglio netto sul capitolo del diritto allo studio (riduzione dello stanziamento da 7.400.000 a 5.000.000 di euro), operato dal precedente Governo della Regione Abruzzo.

L’Adsu dell’Aquila all’inizio dell’a.a 2008/2009 aveva circa 2000 di idonei alla borsa di studio; disponeva di 261 posti letto, gli unici in Abruzzo, ripartiti tra 2 case dello studente, via XX settembre ed ex collegio d’Abruzzo, e appartamenti nella città dell’Aquila; gestiva 3 mense universitarie (Centro, Roio e Coppito), 3 sale studio, 2 sale informatiche e una sala ricreativa. Il sisma che ha colpito L’Aquila il 6 aprile ha praticamente distrutto tutti i servizi e la residenzialità.
La copertura degli idonei della graduatoria della borsa di studio ad oggi è inferiore al 50%, e molto probabilmente non ci sarà la possibilità di fare scorrimenti per mancanza di fondi.
Senza un finanziamento aggiuntivo specifico e mirato per L’Aquila sarà impossibile elargire la borsa agli idonei e ai beneficiari non si potrà corrispondere in moneta la quota relativa ai servizi di vitto e alloggio, di cui non hanno potuto usufruire dopo il 6 aprile.
Ad oggi possiamo constatare come il settore del Diritto allo Studio universitario all’Aquila non sia stato oggetto di nessun provvedimento, né di natura economica, né di natura amministrativa politica.
Di fatto la Regione Abruzzo ignora da oltre 5 mesi tutte le tematiche legate al Diritto allo Studio, abbandonando tutti gli studenti iscritti all’Università degli Studi dell’Aquila. Le perdite sono state ingenti sotto tutti i punti di vista ed ora non sono più rinviabili interventi per mettere riparo ad una situazione che è addirittura peggiorata, rispetto ai primi giorni successivi il sisma. Il ritardo è enorme e non più accettabile. E’ evidente come la Regione Abruzzo e il Governo nazionale dovranno intervenire in tale settore, per permettere la rinascita del diritto allo studio all’Aquila e per cercare di garantire un minimo di servizi agli studenti che si apprestano a cominciare il prossimo anno accademico in condizioni estremamente difficili.
1. Borsa di studio
a. è necessario un finanziamento straordinario e urgente di 4 milioni di euro destinati a L’Aquila per borse di studio e ripristino dei servizi alla generalità degli studenti. Un tale stanziamento permetterebbe la copertura totale degli aventi diritto in graduatoria per l’a.a 2008/2009 e per i prossimi anni a partire dall’a.a. 2009/2010, permettendo il ripristino dei servizi essenziali eliminati dal sisma.
In una situazione tanto drammatica, infatti, non è pensabile una copertura inferiore al 50%, che non solo nega un diritto costituzionale, ma impedisce di fatto a molti ragazzi la prosecuzione degli studi.
Per le ragioni sopra esposte, riteniamo indispensabile mantenere la tassa regionale versata dagli studenti, destinata interamente al fondo per le borse di studio, che, in ogni caso, deve essere accompagnato da un adeguato finanziamento da parte della Regione Abruzzo.
b. Il Governo e la Regione Abruzzo devono rivedere e modificare, per un evento catastrofico come quello che ha colpito L’Aquila, i requisiti di merito per l’accesso e per la conferma dei benefici della borsa di studio.
Dopo il sisma del 6 aprile 2009, nei fatti, è stato compromesso un intero semestre. Non è stato possibile proseguire normalmente il percorso di studi.
Per questo si chiede una revisione di tutti i criteri di merito, eliminandoli totalmente, visto che il DPCM del 2001 non contempla casi eccezionali, ma comunque va a normare un percorso di studi non compromesso da eventi catastrofici.
Devono infatti, essere modificati i criteri di merito previsti per la conferma della borsa di studio per i primi anni, specificati nel bando relativo all’assegnazione delle borse per l’a.a. 2008/2009 all’art. 7, paragrafo ‘primi anni’ e i criteri di merito previsti per l’accesso ai benefici come specificato nel bando per l’a.a. 2009/2010 art. 7 , come indicato nel DPCM del 9 aprile 2001.
Non procedendo con tale modifica, tanti studenti si troveranno a dover riconsegnare la borsa di studio, a non poter accedere ai benefici e di fatto a non potersi mantenere agli studi.
2. Residenzialità
Alla data della presente non sono state ancora individuate misure che possano risolvere il problema della residenzialità di migliaia di studenti, che ora risultano in balia di un mercato privato senza controllo.
La situazione drammatica della residenzialità studentesca sta aprendo la strada a strumentalizzazioni o, in taluni casi, a vere e proprie speculazioni.
E’ necessario che tutti gli attori istituzionali coinvolti, Governo, Regione Abruzzo e Protezione Civile mettano in campo soluzioni reali e tempestive per permettere agli studenti di poter proseguire gli studi a L’Aquila.
Ad oggi la disponibilità di alloggi pubblici è limitatissima, ma si pone altresì il problema della loro attribuzione e la copertura finanziaria necessaria alla loro gestione.
La Regione deve rendere effettivi tutti gli adempimenti necessari affinché l’Adsu dell’Aquila sia nelle condizioni di gestire i posti letto (al massimo non più di 200) presenti all’interno della ex-Scuola Superiore Reiss Romoli. Per il passaggio di tali alloggi all’Azienda per il diritto allo studio, manca l’approvazione della Convenzione da parte dell’Ateneo che, ci si augura, avvenga in tempi brevi. Tale passaggio permetterebbe l’attribuzione di tali alloggi per concorso pubblico tramite un preciso bando, come avveniva precedentemente al sisma del 6 aprile.
Riteniamo, quindi, che qualora ci siano nel corso dell’anno nuove disponibilità debba essere l’Adsu dell’Aquila, come ente strumentale della Regione Abruzzo, ad averne la gestione e i relativi fondi necessari a tale scopo. Gli alloggi che potrebbero rendersi disponibili sono la casa dello studente della Regione Lombardia, attualmente in costruzione, e Casale Marinangeli.
Per la Casa dello Studente donata dalla Regione Lombardia, costruita con fondi pubblici, è necessario un atto della Regione Abruzzo che ne affidi all’Adsu la gestione con la relativa copertura finanziaria.
Lo stabile di Casale Marinangeli, attualmente di proprietà del Comune dell’Aquila, è stato oggetto di una deliberazione del Consiglio Comunale che ha manifestato, con tale atto, la propria disponibilità a cedere l’immobile alla Regione Abruzzo. Questo stabile potrebbe ospitare 35 studenti, oltre che sale studio e sale computer.
In ogni caso, per l’assegnazione di questi e di altri eventuali alloggi pubblici, resisi disponibili successivamente, si potrà utilizzare la graduatoria, stilata dall’Adsu, per l’assegnazione dei posti letto della Reiss Romoli .
Inoltre , essendo l’assegnazione dei posti letto postuma alla domanda di borsa di studio, bisognerà prevedere il passaggio automatico da quota alloggio monetaria a posto letto per i beneficiari di borsa di studio, garantendo un buono alloggio per gli idonei non beneficiari, così come avveniva negli anni precedenti.
In una prospettiva in cui diverse strutture con alloggi per studenti, per esempio quelli della Caserma Pasquali, dovranno essere affidati alla gestione pubblica, la Regione Abruzzo dovrà garantire un intervento straordinario, che renda l’Adsu in grado di gestire migliaia di posti letto, insediando a L’Aquila un Centro Residenziale Universitario, costruito con Regione e Università.
Capitolo a parte merita il mercato privato degli affitti, che, di fatto, è fuori controllo. Il costo di un posto letto nei comuni limitrofi a L’Aquila arriva a superare i 300 euro; si ricorda che prima del sisma, una singola in centro storico arrivava a costare massimo 250 euro.
Pertanto, deve essere calmierato il mercato privato degli affitti e attraverso l’utilizzo del contratto tipo per gli studenti, vincolato al patto territoriale del 2004.
Gli studenti non possono essere, ancora una volta, la categoria debole da sfruttare, senza che nessuna istituzione se ne occupi.
3. Servizi collettivi: mensa, sale studio, sale informatiche
Tutti i servizi collettivi sono scomparsi a seguito del sisma del 6 aprile 2009.
Gli studenti universitari hanno attualmente a disposizione una struttura mensa della Protezione Civile, già messa a dura prova dai primi giorni di settembre. Sicuramente non sufficiente per l’inizio dell’anno accademico. Non vi è alcuna struttura che possa fungere da sala studio, o comunque spazi da adibire a luoghi di studio. Non esistono sale informatiche disponibili, tranne cinque computer messi a disposizione dall’Univaq presso la facoltà di Scienze MMFFNN.
Si chiede a Regione e Governo di impegnarsi al fine di ripristinare il servizio mensa per l’inizio dell’anno accademico e di trovare luoghi per tutti i servizi collettivi che caratterizzano la vita dello studente universitario.
Il ripristino dei servizi deve vedere impegnata la Regione Abruzzo in una programmazione a due tempi.
Da un lato si deve affrontare la risoluzione del problema immediato, che permetta agli studenti di usufruire del servizio di ristorazione già dal mese di ottobre. Questo potrebbe avvenire tramite strutture provvisorie presso le varie sedi delle facoltà universitarie e sfruttando strutture già esistenti, come per esempio locali presenti all’interno del complesso della Reiss Romoli.
La Regione, quindi, deve fornire la necessaria copertura finanziaria affinché l’Adsu possa procedere al reperimento di tali strutture provvisorie e all’adeguamento di quelle esistenti.
Dall’altro la Regione Abruzzo deve operare un censimento delle proprie strutture danneggiate dal sisma e avviarne la rapida ristrutturazione. Ad oggi infatti non ci sono lavori in corso o di messa a norma dei due edifici di Roio e Coppito. Particolare rilevanza assume lo stabile sito nel Polo di Coppito che disponeva di mensa, sale studio e informatica, vista anche la centralità del polo rispetto alla collocazione delle facoltà dell’Università dell’Aquila e della città stessa.
4. Trasporti e mobilità
Non esiste alcuna agevolazione per gli studenti per quanto riguarda il trasporto pubblico. Vista anche l’enorme difficoltà nella ricerca di un alloggio, il trasporto pubblico dovrebbe essere utilizzato come strumento che permetta la mobilità dello studente.
C’è quindi la necessità di un servizio pubblico di trasporto che sia gratuito e funzionale, dentro e fuori la città dell’Aquila.
Gli studenti ritengono essenziale potenziare il sistema di trasporti da e verso L’Aquila, regionale e con le regioni limitrofe.
Per questo chiediamo interventi immediati alla Regione Abruzzo che garantiscano un sistema di trasporto pubblico, su gomma e su rotaia, efficiente, efficace e gratuito su tutta la rete regionale, per tutti gli studenti iscritti all’ateneo aquilano. E’ urgente il potenziamento delle linee per L’Aquila dall’Abruzzo e dalle regioni limitrofe, in particolare da Lazio, Marche, Molise e provincia di Foggia. E’ necessaria inoltre l’istituzione di linee di trasporto pubblico dirette che permettano la piena raggiungibilità del capoluogo, soprattutto dalle zone di Vasto-Lanciano, frusinate e Molise.
Va garantita agli studenti un’agevole mobilità, per consentire il raggiungimento delle sedi delle facoltà dell’ateneo, al fine di assicurare la piena fruizione delle incipienti attività didattiche.

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