Udu: l'Ateneo dell'Aquila fa cassa sulle spalle degli studenti: è scontro docenti-studenti

Pubblicato il 29 giugno 2010 | Autore: | Categoria: Didattica e Strutture, Primo Piano

L’Università degli Studi dell’Aquila fa cassa con gli studenti. La seduta del senato accademico odierno ha deliberato di triplicare la tassa di mora portandola dagli attuali 52 a 150 €, con il solo voto contrario dei rappresentanti dell’UDU. Questa tassa diventerebbe di gran lunga la più alta d’Italia. Parallelamente è stato ridotto il termine di iscrizione senza mora dal 31 dicembre al 15 ottobre, aumentando di fatto la possibilità di “incamerare” un numero maggiore di more.

Inoltre l’Ateneo rende obbligatoria la tassa di 64 euro per il rilascio della pergamena, fino ad oggi facoltativa e richiesta da solamente il 20% dei laureati. Tali tasse si sommano a quelle già esistenti relative ai cosiddetti “diritti di segreteria”.

A queste scelte si aggiunge la delibera del senato di ridurre i termini per l’iscrizione con riserva alle lauree magistrali dal 30 aprile al 31 marzo, penalizzando di fatto tutti gli studenti laureandi.

L’Udu contesta duramente le scelte dell’Ateneo aquilano e ritiene che, tra aumento degli ostacoli burocratici e aumenti indiscriminati e vergognosi dei balzelli, quest’ateneo di fatto sceglie di ostacolare le iscrizioni e immatricolazioni di tutti gli studenti che vogliono scegliere la Città dell’Aquila per compiere i proprio studi universitari.

L’Ateneo dell’Aquila, storicamente attento alle esigenze degli studenti, proprio nel momento più difficile per gli studenti e per la Città, fa la svolta antistudentesca. Svolta in cui i docenti trovano il loro unico punto di accordo in una fase per lo più caratterizzata da grandi conflitti interni fra i gruppi di docenti.

10 commenti
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  1. licenziate del vecchio.

  2. Il Consiglio Studentesco si è espresso contrario all’unanimità in merito e credo che mai quanto questa volta il parere rappresenti ogni singolo studente dell’Univaq.

    Questa delibera ha del patetico. Dapprima si cerca di incentivare gli studenti ad iscriversi e ad essere coinvolti nella rinascita del nostro Ateneo, poi si sceglie di fare economia sulle casse di chi sceglie Univaq. Tutto questo è semplicemente ridicolo e contraddittorio.

    Con questa delibera si intende il significato di quell’Only the brave che tanto ha fatto discutere l’anno scorso: soltanto chi ha il coraggio – e il fegato – di sopportare un trattamento simile può essere studente del nostro Ateneo.

    O forse quel brave si riferiva al coraggio di voler obbligare gli studenti a certi oneri, che si vanno ad aggiungere all’attuale sconfortante e difficile situazione in cui vivono gli studenti dell’ateneo aquilano.

    Una delusione senza limiti.

  3. licenziate del vecchio

  4. si tenete ragiò..però nn dite cazzate “parallelamente è stato ridotto il termine di iscrizione senza mora dal 31 dicembre al 15 ottobre”… il termine di iscrizione senza mora è sempre stato il 20 ottobre per cui si è ridotto di 5 gg non di 2 mesi e mezzo!!!
    e poi la regola penalizzerebbe in gran parte gli addormiti che si scordano di iscriversi all’università…

  5. il termine di iscrizione senza pagamento di mora per l’a.a. 2009/10 era fissato al 31 dicembre, ora anticipato al 15 ottobre. nn vedo l’errore

  6. “L’iscrizione deve essere effettuata dal 1 agosto al 20 ottobre.
    Oltre tale data, gli studenti possono iscriversi fino al 31 dicembre, pagando però un’indennità di mora pari a € 52,00.” dalla guida dello studente…

  7. guida dello studente vecchia, visto che l’anno scorso nn è uscita…

  8. e il senato deliberò, a prescindere dal manifesto degli studi, l’iscrizione senza mora sino al 31 dicembre, diventata poi i primi di gennaio per le festività.

  9. Non bastava la mafia che stanno facendo quegli infami che hanno portato gli affitti a cifre assurde, ora anche l’Univaq ci si mette. Capisco che sono a corto di €, ma non è giusto che a rimetterci siamo sempre noi per colpa di un governo ladrone!

  10. @ Craf

    Pare che al CDA gli siano fischiate le orecchie: leggi qui.