Scienze della Formazione: Vinto ricorso contro i punteggi minimi, studenti ricorrenti a L’Aquila tutti immatricolati

Pubblicato il 15 marzo 2013 | Autore: | Categoria: Art. 34, Comunicati Stampa, In evidenza, Scienze della formazione

Il TAR Lazio ha sciolto la riserva e ha ammesso al corso di laurea di Scienza della Formazione
27 studenti: questo il risultato del ricorso al TAR del Lazio promosso dall’Unione degli Universitari
di L’Aquila assistiti dall’avvocato Michele Bonetti, contro la soglia minima di sufficienza nei test di
ingresso per accedere, voluta dell’ex Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini.
Già lo scorso anno accedemico si era presentata la stessa situazione, soglia di 60 risposte
esatte su 80, bloccata dal ricorso al TAR del Lazio presentata dall’Udu L’Aquila.
In quell’occasione infatti il TAR aveva sciolto la riserva ammettendo al corso di laurea di Scienza
della Formazione 20 studenti dichiarando illegittima la soglia voluta dall’allora ministro Gelmini.
“L’ordinanza del TAR costituisce un primo passo per ristabilire la legalità. Il Miur guidato
dall’allora ministro Profumo ha istituito PER DECRETO un punteggio minimo di 55 punti sugli 80
disponibili per accedere a scienze della formazione; come se non bastasse il numero
programmato: una vera follia. Molti ragazzi non hanno raggiunto l’altissima soglia, e i posti sono
rimasti tutti vuoti” a parlare è il Coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari Michele
Orezzi.

“I posti ci sono, ma queste soglie non hanno permesso agli studenti di entrare” – tuona l’Udu
L’Aquila tramite il rappresentante Daniele Vangelista ­ “c’erano 250 posti a disposizione, con la
soglia dei 55 su 80 punti da raggiungere 202 ragazzi sono riusciti ad entrare; ben 48 posti sono
rimasti non assegnati. Per un corso di laurea abilitante all’insegnamento nelle scuole materne ed
elementari, con i contingenti già calcolati ai sensi di legge è a dir poco paradossale!

In realtà l’ex ministro Profumo con il decreto mirava a tagliare ulteriormente e surrettiziamente i
posti, l’ennesimo tassello insomma di un puzzle, cominciato con l’allora ministro Gelmini,  volto
a tagliare e indebolire la scuola pubblica. Speriamo che questa aquilana sia una pietra miliare
per poter riportare la questione su dei binari di giustizia”.

I commenti sono chiusi