Discorso per la commemorazione dei 9 martiri aquilani

Pubblicato il 24 settembre 2017 | Autore: | Categoria: In evidenza, Primo Piano

Per il ricordo dei 9 martiri aquilani L’Unione degli universitari di L’aquila ha voluto ricordarli così:

 

«Buonasera a tutti, ringrazio l’A.N.P.I. per aver organizzato questo evento e perché custode di una memoria e di valori che sono sempre più minacciati.

Oggi siamo qui per ricordare l’eccidio dei 9 martiri aquilani; erano giovani, coraggiosi e con la voglia di ristabilire giustizia e libertà, avevano degli ideali per cui lottare, ideali che sono stati la loro principale arma contro un esercito forte e armato. Dovrebbero essere un esempio per tutti, ma in particolare della nostra generazione che sempre più dimentica cosa è stato.
Dimenticare equivale a negare, negare una parte essenziale della nostra storia.

Se oggi siamo liberi, lo dobbiamo a loro.
L’Italia che noi viviamo e la nostra costituzione sono nate sui monti, sono nate fra le fila della resistenza, dalla forza di donne e uomini che armati quasi solo di ideali hanno permesso a noi di essere qui oggi in uno stato LIBERO.

 

Le giovani generazioni, come la nostra, vedono sempre più lontano il fascismo, il nazismo, la guerra, le lotte partigiane e l’antifascismo, qualcuno li definisce anche vezzi nostalgici; Lo scontro fra valori e idee è lontano non solo cronologicamente, ma anche e soprattutto ideologicamente rispetto a chi oggi ne legge solo ed esclusivamente su un libro di storia del 5 superiore.

 

Mentre i partigiani erano spinti dalla voglia di fare e prendevano posizione a costo della loro vita, oggi viviamo in una società schiacciata, dove l’IGNAVIA ha preso il sopravvento; con il passare del tempo ci si è adeguati ad un sistema senza avere la voglia e la forza di scardinarlo.


E’ l’indifferenza il male del mondo odierno, indifferenza che sappiamo essere l’antitesi della lotta partigiana e che porta ad accettare compromessi che mettono a rischio i valori per i quali gente prima di noi ha lottato con la vita. Dobbiamo essere, noi per primi, noi antifascisti, a non essere indifferenti e a promuovere momenti come questo di memoria ma anche di confronto per insegnare a tutti come osservare il mondo con occhio critico e con la voglia di indignarsi per le ingiustizie e tornare a difendere la democrazia e la libertà. Resistere significa osservare la realtà con spirito critico e rendersi conto che siamo circondati da molti scandali che devono essere combattuti con vigore; significa rifiutare di lasciarsi andare a situazioni che potrebbero essere accettate come definitive, bisogna NON ESSERE INDIFFERENTI.

 

Oggi vediamo tornare in auge ideologie di destra e addirittura sentiamo riabilitare figure che hanno segnato in maniera negativa e indelebile la nostra storia, tutto ciò perché abbiamo dimenticato quello che è stato, è per questo che le istituzioni, le associazioni e i luoghi di istruzione come università e scuola hanno il dovere di insegnare la resistenza, di insegnare quello che è stato.


Non dobbiamo tenerci in guardia solo dalle ideologie di destra; se durante la seconda guerra mondiale il nemico era palese oggi abbiamo nemici diversi e subdoli che quotidianamente mettono in discussione diritti e valori che la resistenza ha difeso.

Nemici come l’attuale sistema capitalistico, il consumismo di massa e il disprezzo dei deboli, l’odio per gli immigrati, il sottofinanziamento di istruzione e sanità, la competizione sfrenata del tutti contro tutti mettono in crisi diritti sanciti in maniera indelebile nella nostra costituzione.
Se siamo qui oggi è perchè ci riconosciamo in una lotta che dobbiamo portare avanti ogni giorno:

 

-non possiamo rimanere indifferenti nei confronti di questa società sempre più classista dove lo stato non investe più in welfare e crea sempre più un netto divario fra ricchi e poveri;

-non possiamo rimanere indifferenti rispetto a tutti quegli atti che violano i diritti sanciti nella nostra costituzione;

-non possiamo rimanere indifferenti di fronte all’odio che spopola nei confronti degli extracomunitari;

-non possiamo rimanere indifferenti nei confronti di atti di forza che vanno a limitare la libertà delle persone, di gruppi persone e la democrazia;

-non possiamo rimanere indifferenti di fronti agli atti intimidatori che vogliono limitare la libertà delle persone e la libertà di espressione;


-non possiamo rimanere indifferenti nei confronti dei problemi ambientali;

l’elenco sarebbe lungo ed è per questi numerosi motivi che la resistenza deve continuare ogni giorno, nelle vite di ognuno di noi, dobbiamo continuare ad indignarci, dobbiamo continuare a lottare e sperare.
Il compito più audace, quindi, spetta a noi che ci definiamo antifascisti, ma spetta anche a scuola ed università, che non solo devono insegnarci quello che è stato ma anche tutti i valori e gli ideali che hanno spinto la resistenza alla lotta.

 

Nuove sfide ci attendono in questo mondo dove odio, violenza e prevaricazione sociale sono all’ordine del giorno; i valori della resistenza vengono quotidianamente messi in discussione e per questo servirà la forza di tutti noi, servirà la voglia di tutti noi di non essere indifferenti, ma per essere pronti a queste nuove sfide serviranno sempre più momenti come questo di oggi nei quali tutti insieme riportiamo alla mente quello che è stato e CI RICORDIAMO CHE LA RESISTENZA E’ VIVA

Ora e sempre Resistenza

UdU L’aquila

23/09/2017

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