Inaugurazione dell’ anno accademico 2017/18, discorso del presidente del consiglio studentesco Marco Bosica

Pubblicato il 30 ottobre 2017 | Autore: | Categoria: In evidenza, Primo Piano

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELL’AQUILA

INAUGURAZIONE DELL’ANNO ACCADEMICO 2017/2018

SALUTO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO STUDENTESCO

MARCO BOSICA

Studenti, dottorandi, specializzandi, ricercatori, Precari,personale tecnico amministrativo,personale docente dell’Università dell’Aquila.

Gentili ospiti, Illustre Prefetto del Governo, Rettrice, Presidente della Regione, Sindaco, Autorità tutte, vi porgo i miei saluti a nome degli studenti dell’Università degli Studi dell’Aquila.

Noi siamo la generazione dell’Europa unita,  quella nata con l’idea del libero scambio di idee, culture, persone e notizie come base della vita comune. Siamo la generazione che ha bisogno degli strumenti per vivere in questo contesto globalizzato, che deve prevedere anche la tutela delle realtà più marginali, sia in senso socio-economico che in senso geografico.

Per noi l’internazionalizzazione è uno strumento di conoscenza e mezzo di diffusione di consapevolezza e di diritti.  Libertà di espressione, di pensiero e accoglienza devono essere i capisaldi di una società senza barriere di alcun tipo, per rendere l’uomo effettivamente cittadino del mondo.

 

Il progetto ERASMUS è l’emblema dell’Europa unita,

simbolo dell’accoglienza, del rispetto dei diritti umani, della democrazia e della condivisione culturale e non xenofoba, l’Europa dei cittadini e dello stato sociale. Un’Europa che vediamo sempre più disgregarsi soccombendo ai nazionalismi.

L’internazionalizzazione che cerchiamo è quella del diritto allo studio che tutela i diritti e dà a tutti le stesse opportunità, che crea un sistema equo e di libero  accesso all’istruzione in tutte le parti del mondo. In Italia soltanto il 25% dei giovani tra i 25 e i 35 anni prosegue gli studi dopo il diploma, fra tutti i paesi OCSE siamo penultimi, peggio di noi soltanto il Messico.

Il confronto dell’ Italia con il resto dei paesi OCSE e dell’Europa mostra tutte le disparità di un sistema che di internazionale ha solo accordi fra Atenei e non le opportunità e i diritti.

 

Gli Atenei sono una grande risorsa delle città e dei territori nei quali esercitano le proprie attività, producono ricchezza, sviluppo culturale e tecnologico. Tuttavia il sistema di finanziamento sempre più inefficace e squilibrato, non permette al nostro Paese di poter garantire ai nostri giovani le medesime opportunità e i medesimi diritti dei nostri colleghi nel resto d’Europa.


Le disparitá del sistema istruzione riguardano anche i sistemi di contribuzione studentesca e le forme di finanziamento del diritto allo studio.

Siamo, infatti, il terzo paese in Europa per l’importo della tassazione universitaria e solo il 9,4% della nostra popolazione studentesca riceve la borsa di studio.

Presidente della Regione, finalmente, nell’ anno 2016/2017 la Regione Abruzzo è tornata a coprire il 100% delle richieste di borsa di studio,grazie anche all’impegno e alla lotta di molti studenti.Ci auguriamo che anche quest’anno ci siano i finanziamenti adeguati per la copertura totale.Contemporaneamente, sul Piano nazionale, ci auspichiamo che vengano raggiunti gli stessi traguardi,eliminando la figura tutta italiana degli idonei non beneficiari.

 

Nella legge di stabilità ci auguriamo un aumento dei finanziamenti all’Università e al diritto allo studio;negli ultimi 10 anni,Nel mondo delle società della conoscenza, sono stati aumentati gli stanziamenti per i Fondi di Finanziamento Ordinario.Ciò non accade per il nostro Paese,dove gli stanziamenti sono addirittura in calo. Nel 2008 il Fondo di Finanziamento Ordinario ammontava a 7,5 miliardi, nel 2017 a 6,9.

Il 23% di quest’ultimo è ripartito su criteri di premialità, sistema che va sempre più a penalizzare alcuni Atenei che cadono in una spirale di sottofinanziamento drammatica.  Questo sottofinanziamento acuisce il divario nord-sud e quello fra Italia e resto del mondo. Diciamolo chiaramente: il sistema della premialità è la maschera meritocratica dei tagli strutturali.

 

Mentre una bassissima fetta di popolazione prosegue gli studi dopo il diploma, in Italia, si continua a limitare l’accesso all’istruzione, giustificandolo come una scelta obbligata, a causa della carenza di spazi, attrezzature e docenti. Mentre le associazioni studentesche smontano i numeri programmati locali, dimostrando che queste motivazioni sono inaccettabili, alcuni Rettori continuano a difendere questo modello screditando gli studenti e la loro lotta invece di affiancarli.

All’Aquila, nonostante il trend delle immatricolazioni degli ultimi anni sia stato in netto calo, anche quest’anno il nostro Ateneo ha deciso di riconfermare ciecamente i numeri programmati, senza voler provare a trovare una soluzione alternativa. Da 3 anni,tutti i numeri programmati locali nei corsi di laurea triennale hanno provocato il mancato raggiungimento persino del contingente fissato,tanto da costringere l’Ateneo a riaprire i termini di iscrizione nel mese di Ottobre,quando la gran parte degli studenti ha già scelto dove andare.

Cara Rettrice, se vuole cancellare questa brutta pagina del numero programmato deve farlo ora, gli studenti la battaglia nazionale la portano avanti da anni, ora tocca a lei!

 

Ma i diritti sono anche quelli della vita quotidiana, abbiamo ancora il polo universitario di Economia privo di tutti i servizi essenziali, dalla mensa alle sale studio, e questo stesso polo di Scienze Umane da 5 anni senza una mensa. Intere generazioni di studenti sono state private di una degna vita universitaria, a partire dagli spazi studio fino agli impianti sportivi, per i quali da anni l’Università non stipula alcuna convenzione. Nel resto d’Europa una situazione del genere sarebbe impensabile.



Con il training on the job e gli Studenti Tutor, l’Ateneo sta affidando agli studenti alcuni servizi. Siamo i primi a chiedere le borse di studio per chi ha necessità economiche, ma attenzione a non coprire posizioni lavorative con il sistema delle borse part-time e similari. Le borse aumentano la qualità dei sistemi, se però diventano sostitutive dei contratti di lavoro,finiscono per precariare ancor di più il lavoro e i settori.


Mi rivolgo infine alla nuova amministrazione comunale, gli Studenti vanno considerati come cittadini dell’Aquila, come risorsa sociale e culturale e non semplicemente come macchina economica della città, per questo è importante tornare a  convocare i Tavoli di concertazione della cittadinanza studentesca. è necessario un adeguamento della mobilità alle reali esigenze degli studenti per consentire a tutti, non solo di raggiungere il proprio polo universitario, ma anche tutti i luoghi della vita quotidiana.

Per poter essere una città a misura di studente, una città della Conoscenza Europea, bisogna anche cambiare mentalità, negli ultimi mesi abbiamo visto crescere un sentimento di chiusura, di paura, a volte di razzismo, che ha riguardato il territorio aquilano.L’Aquila è e deve rimanere una realtà accogliente.

Prima di concludere vorrei riportare l’attenzione su due membri della comunità accademica di questo Paese. GIulio Regeni e Ahmadreza Djalali, il ricercatore dell’Università di Novara condannato a morte nel suo paese, l’Iran.

Due ricercatori, due persone impegnate a portare la conoscenza nel mondo, vittime di stati dove è lontano il rispetto dei diritti fondamentali delle persone. Come comunità Studentesca, chiediamo verità per Giulio Regeni e la libertà e la garanzia del diritto alla difesa per  Ahmadreza Djalali.

Noi Studenti siamo impegnati per la crescita e il rispetto dei diritti delle persone, in qualunque parte del mondo.

È questa la nostra idea di Internazionalizzazione.

Buon Anno Accademico a tutte e a tutti

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